Carciofi alla Giudia

πΏ Ricetta Tradizionale (per 4 persone)
π Ingredienti
- 4 carciofi romani “mammole” o “cimaroli”, preferibilmente locali e di stagione (gennaio-aprile)
- Olio di semi abbondante per friggere (almeno 1,2–1,5 L)
- 1 limone (solo per preparare l’acqua acidulata)
- Sale fino e pepe nero appena macinato q.b.
β οΈ Nella ricetta “originale” romana non si usano farina, pastelle o panature: solo olio, sale e pepe.
πͺ Preparazione — Passo dopo passo
1. Pulizia accurata
- Rimuovi le foglie esterne più dure fino a quelle più tenere.
- Taglia la punta superiore del carciofo con un coltello affilato.
- Accorcia il gambo lasciando però circa 3-4 cm attaccato alla base (per mantenere la forma).
- Metti subito i carciofi in una ciotola d’acqua fredda con il succo di limone per non farli ossidare.
π Consiglio: lavora su un piano ampio e usa un coltellino piccolo per eliminare facilmente le parti fibrose.
2. Primo passaggio di frittura — cottura interna
- Asciuga bene i carciofi con carta da cucina (devono essere perfettamente asciutti).
- Scalda l’olio a circa 130-140 °C in una pentola profonda o friggitrice.
- Immergi i carciofi con il gambo verso l’alto e friggi 8-10 minuti.
- Le foglie non devono ancora dorarsi: l’obiettivo è ammorbidire il cuore.
π Tecnica: usa una pinza lunga per girare delicatamente se necessario ma senza sfilare le foglie.
3. Apertura a “fiore”
- Scola e lascia intiepidire.
- Con un colpo deciso ma delicato,
batti ogni carciofo sul piano di lavoro (o schiaccia leggermente con le mani) per far aprire i petali come un fiore sbocciato.
π Questo gesto è iconico e essenziale nella tradizione romana: se riuscito bene, il carciofo si apre in una rosa dorata.
4. Seconda frittura — croccantezza perfetta
- Porta l’olio a 170-180 °C.
- Rimetti i carciofi aperti verso il basso nell’olio caldo.
- Fai friggere fino a quando diventano dorati e croccanti (circa 3-5 minuti).
5. Ultimi tocchi & servizio
- Scola i carciofi su carta assorbente.
- Sala e pepa solo alla fine per mantenere la croccantezza.
- Servili bollenti, appena usciti dall’olio: la consistenza croccante è al massimo in questo momento.
π Suggerimenti da Chef
- Olio giusto: olio di semi neutro per un fritto più leggero e più stabile alle alte temperature.
- Varietà dei carciofi: il carciofo romanesco “mammola” o “cimarolo” è il top (dolce, grande e tenero), ma puoi provare anche piccole mammole locali del Lazio.
- Stagionalità: il sapore è al massimo tra febbraio e aprile, quando i carciofi sono freschissimi.
- No limone in frittura: limone solo in acqua di preparazione, non nell’olio! L’acidità può far schiumare l’olio.
- Mantieni l’olio pulito: filtra e porta l’olio a temperatura corretta prima della seconda frittura per ottenere foglie ben separate e croccanti.
π½οΈ Come gustarli
I carciofi alla Giudia sono perfetti come antipasto saporito o come contorno rustico accanto a piatti di carne arrosto o agnello. Ma veri amanti li mangiano anche da soli, strappando le foglie una a una e gustando la consistenza croccante e il cuore tenero.











